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ETICA E QUESTIONI DI GIUSTIZIA IN SCIENTOLOGY

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La giustizia in Scientology mira all’unico scopo di stabilire la verità in una questione e di determinare l’innocenza o la colpevolezza delle persone coinvolte. Fatto ciò, si potrà procedere alla giusta riparazione dei torti subiti. Attraverso la giustizia di Scientology è possibile risolvere amichevolmente qualsiasi disputa tra Scientologist e ciascuno dei contendenti può avvalersi di questo sistema giudiziario per definire vertenze civili sia con un altro Scientologist sia con una persona esterna alla Chiesa. La giustizia di Scientology viene molto apprezzata dagli Scientologist in quanto equa, economica e rapida.

Tutte le azioni giudiziarie condotte in Scientology debbono terminare nel giro di una settimana a partire dal momento della citazione, risparmiando così alle parti lo stress di inutili lungaggini. Le situazioni si risolvono rapidamente, con la certezza che il risultato sarà volto al maggior bene per il maggior numero delle entità coinvolte.

I codici giuridici della Chiesa delineano quattro classi generali di crimini e reati, vale a dire: errori, trasgressioni, crimini ed alti crimini. La gamma spazia dalle omissioni, oppure dai piccoli errori involontari commessi nell’applicazione delle direttive della Chiesa o della tecnologia di Scientology, ai crimini e ai gravi reati ecclesiastici.

I procedimenti giudiziari sono condotti da organismi formalmente convocati da membri della Chiesa debitamente autorizzati al solo scopo di procedere in una determinata azione di giustizia. Questi organismi temporanei sono composti da membri dello staff della Chiesa o da altri Scientologist che normalmente sono impegnati nelle loro attività, ma ai quali viene assegnata la responsabilità di occuparsi della questione per conto del gruppo. Non si usano avvocati e il vero fine di qualsiasi azione giudiziaria condotta in Scientology consiste nel determinare con precisione la verità della situazione, nonché di assicurare che gli eventuali torti vengano riparati di conseguenza. Non vi sono manovre legali e cavilli tecnici che impediscano di stabilire quello che è giusto e quello che è sbagliato, chi è innocente o chi è colpevole. Ci si aspetta che le parti raccontino la verità, il che è quasi esclusivamente ciò che poi accade, poiché ciascuno sa di poter contare su una procedura equa. L’accusato può consultare qualsiasi rapporto che sia stato scritto contro di lui e ha il diritto di porre domande di persona ai suoi accusatori.
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